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Orari chiesa
Celebrazioni Eucaristiche
Feriali 09.00 - 18.30
Festivi 08.30 - 10.30 - 18.30
L'apertura della chiesa osserva i seguenti orari:
Feriali 08.00 - 12.00 16.00 - 19.30
Festivi 08.00 - 12.00 16.00 - 19.30
Lodi mattutine
I giorni feriali dal lunedì al venerdì alle ore 07.30
Segreteria parrocchiale
Ingresso da via Lorenzo Ghiberti, 2
Lunedì - Sabato 09.00 - 11.30
Lunedì - Venerdì 16.30 - 18.30
Recita del Santo Rosario Sacramento
Tutti i giorni alle ore 18.00
C0ntatti
C0ntatti
Adorazione Santissimo Sacramento
Ufficio del parrocco
Ingresso da via Lorenzo Ghiberti, 2
Lunedì - Sabato 09.00 - 11.30
Lunedì - Venerdì 16.30 - 18.30
1° venerdì del mese dalle ore 19.00 alle 19.45
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Carissimi, celebriamo la XVIII Domenica del Tempo Ordinario e il Vangelo di oggi ci propone la nota parabola del ricco stolto. Il racconto si apre con la scena di un tale che si alza tra la folla e chiede a Gesù di dirimere una questione giuridica circa l’eredità di famiglia. Ma Egli nella risposta non affronta la questione, ed esorta a rimanere lontano dalla cupidigia, cioè dall’avidità di possedere. Per distogliere i suoi ascoltatori da questa ricerca affannosa della ricchezza, Gesù racconta la parabola del ricco stolto, che crede di essere felice perché ha avuto la fortuna di una annata eccezionale e si sente sicuro per i beni accumulati. Il racconto entra nel vivo quando emerge la contrapposizione tra quanto il ricco progetta per se stesso e quanto invece Dio gli prospetta.
La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: «Come faccio? Ho troppo. Ecco, demolirò i miei magazzini e ne ricostruirò di più grandi». Così potrò accumulare e trattenere. Scrive san Basilio: «E se poi riempirai anche i nuovi granai, che cosa farai? Demolirai ancora e ancora ricostruirai? Costruire e demolire: che cosa c’è di più stolto, di più inutile?» Il ricco della parabola dice sempre «io» (io demolirò, costruirò, raccoglierò...), usa sempre l'aggettivo possessivo «mio» (i miei beni, i miei raccolti, i miei magazzini, me stesso, anima mia). Ma l'uomo ricco è solo, isolato al centro dei suoi magazzini pieni. Nessun altro è nominato, nessuno in casa, nessun povero alla porta, nessuno con cui condividere la gioia del raccolto. Le persone contano meno dei sacchi di grano. Non è felice, non vive bene, è ricco di cose, ma povero di relazioni!
“Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta indietro la tua vita”. Gesù non evoca la morte come una minaccia per farci disprezzare i beni della terra. Il Vangelo non contesta il desiderio di godere le brevi gioie della vita come vorrebbe fare il ricco (anima mia riposati, mangia, bevi, divertiti...). Gesù non dice che il pane non è buono, che il benessere è male. Dice però chiaramente che non di solo pane vive l'uomo, che la tua vita non dipende da ciò che possiedi, non dipende da ciò che hai, ma da ciò che dai!
La cupidigia dei beni, la voglia di avere beni, non sazia il cuore, anzi provoca di più fame! L’amore che genera relazioni è la fonte della vera felicità, mentre la ricerca smisurata dei beni materiali e delle ricchezze è spesso sorgente di inquietudine, di avversità, di prevaricazioni, di guerre. Tante guerre incominciano per la cupidigia. Vuoi una vita piena e felice? Non cercarla al mercato delle cose: le cose promettono ciò che non possono mantenere. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio.......... <continua>
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Dopo la “Festa dello sport” di ieri, oggi alle 10.00 nella Basilica di San Pietro, il Papa celebra la Santa Messa per il Giubileo dello Sport.
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Chiesa di Santa Maria Liberatrice a Monte Testaccio, completata nel 1908, è un gioiello storico di Roma.

Chiesa storica a Monte Testaccio, Roma.
Chiesa di Santa Maria Liberatrice a Monte Testaccio è una parrocchia del XX secolo situata in Via Lorenzo Ghiberti 2, a Roma. Dedicata a Santa Maria Liberatrice, la chiesa fu completata nel 1908 per servire il nascente sobborgo di Monte Testaccio.








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